Icona macchina fotogafica rossa

Una lunga esperienza, una vera passione

Una famiglia che ama la fotografia

foto in bianco e nero di un gruppo di persone del secolo scorso

Lo studio fotografico è nato dalla passione di un giovanotto di Aspra, Giovanni Bargellini, che nel 1949 iniziò a scattare foto durante cerimonie svolte nella Sabina, consegnando i stessi prodotti realizzati in sella alla sua moto.

"Sicuramente, con un padre così per me è stato inevitabile ritrovarmi nel mondo della fotografia. Amare questo mondo poi, è stata una mia scelta. 

Ricordo ancora quel giorno nel santuario di Greccio, durante lo svolgimento di una cerimonia: presi in mano la mia fotocamera professionale (mi ricordo fosse una Mamiya 645 a 1\250 f5,6) e scattai una foto ad una mia compagna di scuola. Ricordo ancora la sensazione che provai nel vederla stampata.

A pensarci, negli anni, di pellicola fotografica davanti al mio zigomo destro ne è passata veramente tanta.

 

Un altro avvenimento che mi piace ricordare è una Cresima avvenuta durante la metà degli anni '80 a Poggio Catino: durante la cerimonia, mio padre diede una Zenza Bronica a me e a mio fratello e ci disse: "Accendete il flash, mettete bene a fuoco, non dovete perdere l'attimo e.. 3mt f11... 4mt f8". 

Da quel momento, da quella Cresima, penso che cominciò davvero la mia avventura professionale.

Quante furono le volte che finirono i rulli nel fare delle prove di scatti, e quanti "plof-plof" hanno fatto le fotocamere Hasseldlad, mi ricordo ancora quel suono meraviglioso.

 

Così come ricordo l'ansia provata nell'attendere che gli sviluppi della pellicola fotografica tornassero dal laboratorio, per vedere se la passione nello scattare le fotografie fosse rimasta impressa nelle foto sviluppate.

foto di un uomo con una vecchia macchina fotografica
1/12

Mi ricordo anche il cambiamento che ci fu quando arrivò la stampa digitale: dopo aver messo nel cassetto la mia ultima e affezionata Hasseldlad, acquistata nel 1998, iniziai a scoprire il mondo delle macchine fotografiche digitali, tenendo in mano delle Kodak pro slr\n, acquistata nel 2004 che è riuscita a conquistarmi e rimanermi fedele fino ad oggi. 

Il ricordo delle prime foto digitali è anch'esso indelebile, sembrava quasi di scattare foto finte, come se fossero un gioco e quando mi capitava di scattare qualcosa a pellicola, ero sempre solito a guardare il dorso della fotocamera, con una leggera ansia: "Non si vede nulla! Sarà venuta la foto?".

Con il passare del tempo poi, ho capito che ormai qualcosa nel mondo della fotografia era cambiato veramente e oggi, tra i vari Pc, il Lab di stampa chimico digitale, la sala posa e la mia fedele Nikon d3s, ho la sensazione di poter fare molte cose e di poter creare molte immagini in modo da riuscire a comunicare quello che è contenuto nell'animo delle persone."